Vicky.
Notte… Notte buia, notte lunga, notte triste, notte silenziosa, sofferta in solitudine.. Strana notte…
Una finestra aperta sul mondo, il mio piccolissimo mondo. Ormai di stelle non ce n’è più, qualcuno ha deciso che non merito neanche questo. Una sola unica e piccola stella, qualcosa in cui credere ancora, in cui sperare… Nulla.
Notte che scivoli via, notte che prima eri tutto per me, ma che ora non mi basti più. Notte, perché? Se solo potessi raggiungerti, per brillare tra le tue stelle… se solo potessi mettere fine a questo continuo susseguirsi di dolori che scandiscono attimi eterni e sofferti di questa mia crudele vita, bè… ti raggiungerei, Notte.
Ti amerei più di quanto ti amo ora, brillerei solo per renderti più bella e magica. Ma non posso. Qualcosa mi impedisce di agire, qualcosa mi frena… Sparire vorrebbe dire chiedere a qualcuno di dimenticarmi, a qualcuno che non ci riuscirebbe senza distruggersi a sua volta ancora, e ancora… Ed io basto già a me stessa. Non voglio essere la disgrazia di nessun altro all’infuori di me. Ho già fatto soffrire abbastanza.
Se tempo fa mi avessero detto cosa avrei dovuto affrontare, cosa mi sarebbe toccato subire, probabilmente ora non sarei qui a confidarmi con te, a lodarti, a piangere per richiamare la tua attenzione. Farei già parte di te, mi sarei già fusa con tutto il tuo incredibile essere, e adesso brillerei per dare speranza a qualcun altro, come la più dolce delle stelle, come la più felicemente bella.
Amore… adesso sei lontano…
Amore… ti ho fatto fuggire da me…
Amore… non ti ho fermato…
Amore… non ho voluto farlo…
Giusto e sbagliato. Chi può decidere tra i due? Chi ha questo potere, tutta questa autorità? Probabilmente nessuno. Nemmeno io. Ma ho peccato. Ho peccato di superbia, mi sono lasciata andare. Ho stabilito non cosa fosse giusto, ma cosa fosse sicuramente sbagliato in questa mia esistenza. L’amore. Quel candido e prezioso sentimento che ero sicura non meritare. Quel calore così forte da riuscire a riscaldare persino me, diversa e terribilmente glaciale. Amore, piccolo, dolce, tenero… Ti ho assaggiato, ti ho sentito scandire la mia vita con quei tuoi impercettibili battiti. Poi, ti ho visto nei suoi occhi, mentre guardava i miei. Ti ho adorato in quel momento, e ho sperato che quegli attimi potessero essere infiniti.
Pulsava e ardeva dentro quel verde profondo, una fiamma piena di sentimento e passione. Ero la sua vita, la cosa più preziosa che possedesse. Ero tutto per lui, e non smetteva di ripetermelo. Gli ho spezzato il cuore, l’ho ferito a morte.
Con il più distaccato e freddo dei miei sguardi gli ho detto che era finita, che non provavo nulla per lui, che sarei partita per iniziare una nuova vita, ed egli non ne avrebbe fatto parte.
Non aveva risposto, non aveva aggiunto altro. Un unico e tenero bacio, con quello aveva suggellato per l’eternità un patto col mio cuore. Si erano alleati, mai mi sarebbe stato permesso di scordarlo, mai mi sarebbe stato dato modo di ricominciare a vivere. Lo sentivo, era dentro di me, più forte di qualsiasi altra cosa, mi teneva incatenata a sè e mi offriva inutili speranze, ricordi magnifici, sensazioni brevi e forti, solo per rendere tutto ancora più doloroso, più insopportabile. Era la mia punizione, sarebbe stata la mia eterna agonia, il mio piccolo inferno. Avrei dovuto imparare a conviverci, perché mai sarebbe bastato per poter cancellare le mie colpe, per poter ripagare lui di tutto il dolore che gli avevo causato. Me lo meritavo, nient’altro.
Notte, mia unica speranza… Notte, che tutto sai di me. Qualcosa di nuovo sconvolge la mia anima… Cosa ho fatto? Come ho potuto?
Notte, prendimi, portami con te, reinventami così che insieme potremmo bruciare quella parte di me che ha causato tanto.
Notte consolami, cullami, offrimi conforto, rendi le mie lacrime polvere di stelle. Notte solo tu adesso puoi aiutarmi.
Amore… adesso il tuo cuore non batte più…
Amore… hai voluto che si fermasse…
Amore… è solo mia la colpa…
Amore… da lassù mi guardi, puoi assistere a questo patetico spettacolo che racchiude in sè la mia e la tua sofferenza…
Amore… potrai mai perdonarmi?...
Notte, fa che io possa ricongiungermi a lui.
Adesso mi è concesso divenire parte di te, adesso che l’unico motivo che mi frenava non esiste più. Ha messo fine, egli stesso, alla sua esistenza.
Notte, non so se sarò mai degna di te, di poter brillare lassù… so solo che presto finirà. Con la mia fine il patto verrà sciolto, smetterò di soffrire.
Troppo grande è il nuovo peso che dovrei portare dentro. Non solo il suo dolore, ma persino la sua morte.
Mai quegli occhi potranno guardarmi ancora, come amavano fare, e mai i miei potrò vedervi riflessi. Mai più quella fiamma arderà lì dentro.
Ti raggiungo mio amore, tra qualche istante una lama trafiggerà il mio cuore, guidata dalle mie stesse mani.
Ti raggiungo Notte. Pronta a fondermi con te, a brillare accanto alla stella di colui che già ti appartiene.
Addio vita, addio dolore. Vi lascio con un’unica certezza. Mai questo amore verrà scordato.
Quella stella che oggi in cielo brilla più luminosa di tutte le altre, è la stella di colei che in terra amò come mai nessun altro aveva amato. Nefeli.


